“Tecnica del colpo di Stato” di Curzio Malaparte

So cercando di leggere più cose possibili di questo autore visto che mi sono fatta portare dalla Francia una sua biografia che quest’anno ha vinto il premio Goncourt appunto per la sezione biografie. Immagino che molti conoscano i suoi lavori più famosi: “La pelle” e “Kaputt”. “Tecnica del colpo di Stato” è il libro che primo gli ha dato grande notorietà, nel bene e nel male e che con non poca difficoltà sono riuscita a procurarmi. In un volume del ’73. Qui Malaparte analizza quelle che in quel tempo, prima del 1931, sono le rivoluzioni o per meglio dire, i colpi di Stato in atto in Europa, a partire dalla Germania pre-Hitler fino alla nostra Italia Mussoliniana.

Ciò che risulta chiaro al termine della lettura è che nell’Europa del ‘900 i colpi di Stato non sono frutto della politica ma della tecnica; perché un colpo di Stato riesca non è necessario impossessarsi del Governo ma di ciò che manda avanti una nazione: le sue infrastrutture. Non serve necessariamente che tutto il popolo vi partecipi ma che un manipolo di gente ben organizzata sappia come muoversi. Il popolo viene dopo.

Forse in questi nostri tempi molto più poveri di ideologia alcuni passi potrebbero risultare poco comprensibili ma bisogna tener conto della contingenza dell’epoca.

Molto interessante anche la prefazione di Malaparte che in parte viene sminuita nell’introduzione ad opera di Massimo Dini. Qui va detto che Malaparte viene spesso giudicato più come uomo che come scrittore e datosi che dalla sinistra italiana del secondo dopo guerra è stato sempre più messo in disparte non deve stupire che nell’introduzione il messaggio che traspare sia: “Leggete ma non prestatevi fede.” Io invece, nel mio piccolo, fidando di questi tempi come dicevo prima più poveri di ideologia, ne consiglio la lettura con molto piacere.

 “Tecnica del colpo di Stato” di Curzio Malaparte

La mia è un edizione TV tascabili Vallecchi, Mondadori non l’ha più in catalogo